Der Blick, der ans eine Schöne sich verliert, ist ein sabbatischer. Er rettet am Gegenstand etwas von der Ruhe seines Schöpfungstages. […] Fast könnte man sagen, daß vom Tempo, der Geduld und Ausdauer des Verweilens beim Einzelnen, Wahrheit selber abhängt.

Lo sguardo che si perde nella bellezza di un singolo oggetto è uno sguardo sabbatico. Esso salva nell'oggetto un po' della quiete del giorno in cui è stato creato. […] Si potrebbe quasi dire che la verità stessa dipende dal contegno, dalla pazienza e assiduità con cui si indugia presso quel singolo oggetto.

Theodor W. Adorno

sabato 15 luglio 2017

Vera Portatadino The Sun is the Same
23.06. - 30.07.2017

Vera Portatadino The Sun is the Same • view of the exhibition

(all images courtesy of the artist / photos by Cosimo Filippini)

(scroll down for English text)


Nel trattato The Human Condition (1958) Hannah Arendt definisce l’opera d’arte come «dimora immortale per esseri mortali». Secondo la filosofa, influenzata in ciò dalle visioni di Martin Heidegger, suo primo maestro, l’opera d’arte sarebbe l’unico prodotto dell’attività umana a possedere carattere d’immortalità, poiché non «toccata dall’effetto corrosivo dei processi naturali» e non destinata «all’uso da parte delle creature viventi». In essa avrebbe luogo il prolungamento del presente da istante inafferrabile a nunc stans, l’adesso che perdura. In questo senso, esporre opere d’arte “immortali” all’interno di una forma “deperibile” come una casa abbandonata rende ancor più evidente lo scarto tra il carattere permanente delle prime e il valore d’uso transitorio dell’oggetto investito dall’inesorabile processo di decadenza.

mercoledì 22 marzo 2017

Paola Angelini

Paola Angelini, Studio di luce 2 / Study of Light 2, 2014
oil on linen, 103 x 107 cm
Courtesy of the artist 

Sia quando viene esercitata en plein air, assimilando le vibrazioni atmosferiche del paesaggio, sia nella prossimità emotiva di una natura morta, la pittura di Paola Angelini si presenta come un amalgama equilibrato di materiali personali e di sollecitazioni esterne, sedimentatesi in lei, sotto forma d’immagini e di sensazioni fisiche, durante lo studio oppure in occasione di viaggi e prolungati soggiorni, come quelli, decisivi sul piano biografico, in Norvegia e in Belgio.

lunedì 19 dicembre 2016

Jacopo Casadei

Jacopo Casadei, No Posa, 2016
tecnica mista su tela, 60x45 cm
Courtesy l'artista

Jacopo Casadei è musicista oltre che pittore. Conoscere questo suo duplice talento risulta fondamentale per “interpretare” le sue opere. L’artista stesso afferma di affrontare ogni nuovo dipinto come uno spartito, in cui, proprio come nella notazione musicale, ogni minimo segno concorre in maniera essenziale alla composizione.

martedì 27 settembre 2016

Valentina D'Amaro

Valentina D'Amaro, Senza titolo, 2013
olio su tela, 80 x 100 cm, courtesy dell'artista


I quadri di Valentina D’Amaro si riconoscono al primo sguardo. Non diversamente dai pittori ortodossi di icone, che reiteravano all’infinito il medesimo volto con l’aspirazione, mai appagata, di coglierne l’impalpabile santità, e similmente a Claude Monet, che ha esplorato l’anima della cattedrale di Notre-Dame a Rouen in una serie di trenta intensi dipinti (1892-1894), D’Amaro tenta di approssimarsi al nucleo atemporale, universale e spirituale del reale attraverso la ripetizione di paesaggi. 

sabato 18 giugno 2016

Lorenzo Di Lucido

Lorenzo Di Lucido, Collapse, 2015
olio su tela, 18 x 12 cm
Courtesy l'artista


«Con la pittura uccidi le superfici: perché un quadro, mentre viene costruito, ne uccide altri dieci, cento, anche di più». In poche parole affilate, Lorenzo Di Lucido riassume la struttura profondamente dialettica del dipingere, un processo creativo di cui egli non sottovaluta la pars destruens, ineliminabile, benché di norma sottaciuta. L'immagine ultima sopravvive allo scarto, in un percorso segnato da tentativi, errori, incertezze e ripensamenti, difficoltà tecniche e dubbi.

sabato 28 maggio 2016

Harald Hofmann. Von abwesender Anwesenheit…

Matthias Erntges Galerie, Düsseldorf
27.05. - 16.07.2016

Harald Hofmann, Das Licht der Erkenntnis, 2015
tempera on paper, 30 x 40 cm
Courtesy the artist and Matthias Erntges Galerie, Düsseldorf


(für die deutsche Fassung nach unten scrollen)

Il titolo scelto da Harald Hofmann ispirandosi a Henri Bergson, Von abwesender Anwesenheit… [Della presenza assente], non si limita a constatare un dato evidente, vale a dire l’assenza di presenza umana dagli ambienti dipinti, ma allude piuttosto al complesso rapporto tra presenza e assenza, che connota l’intima relazione tra individuo da un lato e oggetti della sua sfera privata dall’altro. 

giovedì 31 marzo 2016

Marco Salvetti

Marco Salvetti, Figura sotto la pioggia, 2016
olio e pastelli su tela, 30x40 cm
Courtesy l'artista

Le opere di Marco Salvetti hanno un legame indiretto e intenzionalmente affievolito con la realtà esterna: in tal senso azzardiamo la definizione di pittura intuitiva, frutto di un processo interiore che trova un’analogia letteraria nella formulazione offertaci da Italo Calvino per introdurre le sue Cosmicomiche: «Leggo per curiosità, a ondate […] e salto spesso da un argomento all’altro. […] I racconti vengono fuori per conto loro, obbediscono a una loro dinamica interna, sulla quale può capitare che s’innesti l’occasione delle sollecitazioni esteriori». In Salvetti infatti l’evidente denominatore comune che connota le sue opere non va ricondotto a un vero e proprio ragionare sistematico, quanto piuttosto alla coerenza delle sue molteplici fonti d’ispirazione. 

giovedì 10 dicembre 2015

Antonio Bardino

Antonio Bardino, Senza titolo, 2013
olio su tela, 30x30 cm, courtesy l'artista


Ai confini della foresta di Fontainbleau i pittori Barbisonniers hanno dato avvio, nella seconda metà dell’Ottocento, a una tradizione di pittura paesaggistica alla quale, per certi versi, possiamo accordare anche la ricerca di Antonio Bardino. Originario di Alghero e trasferitosi da anni a Udine, anch’egli, come i pittori di Barbizon, si trova su un confine: duplice nel suo caso.

domenica 22 novembre 2015

Astrid Styma. Nymphe
24.10.2015 - 28.11.2015

Astrid Styma, Every day a selfie, 2014
triptych, oil on MDF, each 30x22 cm
(view of the exhibition at Raum e.V.)

(segue traduzione in italiano)

Meist wird das Wort Nymphe unmittelbar mit Begriffen wie Weiblichkeit und Sinnlichkeit in Verbindung gesetzt. Und das ist auch kein Wunder, wenn man sowohl an die griechische und römische Mythologie, wo Nymphen überall auf Feldern, in Klüften, Brisen, Bergen, Seen, Meeren, Flüssen, Quellen, Tälern, Wäldern, Wiesen und Bäumen vorkommen, als auch an Nabokovs Roman Lolita denkt. Der russisch-amerikanische Schriftsteller hat das Wort Nymphchen eigentlich geprägt, um einen bestimmten Typ vom jungen und maliziösen Mädchen zu beschreiben, von dem der Protagonist des Romans bezaubert wird.

sabato 26 settembre 2015

Sabine Hauptmanns in mostra alla galleria Anna Klinkhammer

Sabine Hauptmanns, Abendzucker, 2012, olio su tela, 18x24 cm
courtesy l'artista e 
Anna Klinkhammer Galerie, Düsseldorf



(für die deutsche Fassung nach unten scrollen)

La galleria Anna Klinkhammer presenta una gradevole personale della pittrice Sabine Hauptmanns, tedesca ma nata in Spagna.

Anzitutto però una piccola informazione pratica per chi ancora non lo sapesse: la galleria non si trova più in Mutter-Ey-Strasse 5 ma ha una nuova sede in Neubrückstr. 6. 

Un’atmosfera raccolta e familiare accoglie il visitatore del piccolo spazio a pochi passi dal K20. I lavori di Sabine Hauptmanns, a dispetto di alcuni forti e vivaci cromatismi, sono tutt’altro che invadenti e rispecchiano al contrario l’atteggiamento sobrio e garbato che si riscontra anche nei modi della stessa artista.

lunedì 14 settembre 2015

Enrico Tealdi. La diagonale diffusa.

Enrico Tealdi, Il posto sbagliato dell'anima, 2015
tecnica mista su carta incollata su tela, 30x40 cm
courtesy l'artista

Talvolta, nell’arte come nella vita, si instaurano legami accidentali e imperscrutabili da non trascurare: così per esempio, nella stessa epoca e senza che gli autori si conoscessero, Fernando Pessoa concepì Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares e Rainer Maria Rilke pubblicò I quaderni di Malte Laurids Brigge, due opere profondamente affini, sin dalla struttura del titolo. Accostarvi le nuove opere di Enrico Tealdi non costituisce soltanto un esercizio retorico: la selezione di dipinti sembra davvero ricondurci alle ambientazioni rarefatte ed estetizzanti di Rilke, anche se a stupire maggiormente è il nesso strutturale e profondo con lo zibaldone di Pessoa.

venerdì 11 settembre 2015

Vera Portatadino

Vera Portatadino, The Cycle (When the Night Comes), 2015
olio su tela, 160x160 cm, courtesy dell'artista


Ci sono luoghi in cui l’oscurità non cala soltanto: incombe. E proprio questo li rende luoghi metaforici per eccellenza. L’Africa, protagonista di una serie di tele che Vera Portatadino ha dipinto dopo un viaggio in Tanzania, è uno di tali luoghi, se come afferma la stessa artista: «Nella natura più che nella disparità sociale emerge la contraddizione». Il concetto d’incombenza della notte, con le proiezioni a essa usualmente correlate (paura, ferinità, disorientamento e somma precarietà), ci sembra quindi una possibile chiave di lettura del suo lavoro. Una Notte che si emancipa tuttavia da ogni attributo temporale, per diventare principio, presenza allusa. Ne sono veicolo, in molte sue opere, sia bestie sia volti umani che, nell’immaginario securizzato dell’osservatore urbano, sconfinano nel dominio dell’animalità selvaggia.

domenica 7 giugno 2015

Fabio Marullo

Fabio Marullo, Aprirci all’enigma dell’essere, 2015
olio su lino, 140x100 cm, courtesy l’artista

Definiamo liminare la pittura di Fabio Marullo, poiché sembra attingere le sue migliori energie allo spazio-tempo nebuloso e incerto che precede il risveglio, quando ancora la mente indugia nella logica farraginosa del sogno, ma già iniziano a farsi strada i primi pensieri lucidi e le percezioni nitide del reale; oppure, al contrario, a quello complementare della veglia che precede il sonno, quando la coscienza cerca ancora di aggrapparsi a scampoli di sensatezza senza riuscire a frenare l’inesorabile scivolamento nell’irrazionale, quando i sogni compaiono nella nostra realtà e la contaminano con sprazzi di assurdo.

domenica 31 maggio 2015

Figure dell’ingenuità
Figures of Naivety

Figure dell'ingenuità / Figures of Naivety
View of the text installed in the exhibition
Una gita nel bosco / Ein Ausflug in den Wald
Photo courtesy Gianni Moretti 


(scroll down for English version)


Figure dell'ingenuità
di Veronica Liotti e Stefano Franchini
(Düsseldorf, 25 aprile 2015)

Presentiamo qui sei figure dell’ingenuità:
il Bambino, l’Animale, il Santo, il Politico, l’Economista
e infine Perelà,
la creatura futurista di Aldo Palazzeschi che dell’ingenuità è metafora assoluta.
Le presentiamo attraverso un collage testuale,
applicando per questa operazione critica
il principio costruttivo radicale suggerito da Walter Benjamin:
un testo fatto solamente di citazioni.
Non si tratta di condividere o criticare ciò che le citazioni dicono,
ma di affrontare il tema in modo possibilmente suggestivo e stimolante.
Ogni testo è introdotto da un nostro sintetico commento.
Tutti i testi risalgono a un’epoca anteriore al 1933,
data cruciale che segna una cesura
nella storia dell'ingenuità.


giovedì 21 maggio 2015

Primavera siciliana a Düsseldorf



Daniele Franzella, Dell'inutilità, della disciplina e delle cose che ci sembrano importanti, 2015
Courtesy the artist



Daniele Franzella. Chronik der Stadt Ur
Atelier am Eck, in Himmelgeister Straße 107
8. - 17. Mai 2015

Diego Ruggiero und José Florentino
Vögel und Bäume. Laissez mes armée être les rochers et les arbres, et les oiseaux dans le ciel
SITTart Galerie im Küstler-Atelierhaus
9. - 31. Mai 2015

Questo maggio a Düsseldorf sono sbocciate le zagare, con due mostre di artisti siciliani, entrambe a cura del palermitano Alessandro Pinto.

giovedì 14 maggio 2015

Christoph Schellberg
Linn Lühn Galerie, Düsseldorf
14.03 - 16.05.2015

(für die deutsche Fassung nach unten scrollen)

La personale di Christoph Schellberg riserva al visitatore due piacevoli illusioni.

La prima riguarda l’installazione e il criterio formale cui è ispirata che sembra prospettare una narrazione basata su un preciso ordine, mentre si è di fronte a una sequenza “casuale” di disegni abbastanza simili seppur privi di una relazione narrativa o logica tra loro, ordinati solamente secondo un parametro oggettivo, cioè la gradazione cromatica.


Cristoph Schellberg
view of the installation at Linn Lühn Galerie, Düsseldorf

mercoledì 8 aprile 2015

1 Koffer Kunst
3.-17. Mai 2015
Kunst die in einen Koffer passt:
eine italienische Gruppenausstellung mit Künstlern aus Turin



(für die deutsche Fassung nach unten scrollen)
(scroll down for English version)


Domenica 3 maggio, la mostra 1 Koffer Kunst (1 valigia di arte) inaugura nell'atelier della casa della scultrice Nele Waldert e dell'architetto paesaggista Markus Loh, in Viersener Strasse 38, a Düsseldorf/Heerdt.

Accogliendo il loro invito, la curatrice italiana Veronica Liotti, loro amica, esporrà per la prima volta a Düsseldorf i lavori di 4 artisti torinesi, in una collettiva concepita per l'occasione. 

martedì 17 marzo 2015

Lorenza Boisi

Lorenza Boisi, Self Portrait Posing as a Sculpture, 2014
olio su tela, 120 x 100 cm
courtesy l'artista

Pittrice d’incertezze e possibilità: così si definisce Lorenza Boisi in un’intervista rilasciata alla rivista FlashArt un paio di anni fa. Sebbene non si occupi programmaticamente di tematiche sociopolitiche o di critica dell'attualità, ma abbia «sempre lavorato per rendere tangibile, condivisibile, un universo interiore», l’artista milanese entra, più o meno consapevolmente, in profonda risonanza con il suo e il nostro tempo.